ELV END OF LIFE VEHICLES.
Normativa veicoli fuori uso.

La Direttiva 2000/53/CE, relativa ai veicoli fuori uso (meglio nota come “End of Life Vehicles”) ha introdotto disposizioni volte a ridurre al minimo l’impatto di tali veicoli sull’ambiente.

La norma comunitaria persegue, in particolare, due obiettivi:

-maggiore cura della progettazione dei veicoli in vista del loro riciclaggio e recupero;
-definire i requisiti sulle caratteristiche degli impianti di raccolta e di trattamento dei veicoli.

Il legislatore europeo ha stabilito che l’ultimo detentore e/o proprietario del veicolo non debba incorrere in spese (salvo quelle di trasporto e di radiazione), in caso di conferimento a impianto autorizzato, per il fatto che il veicolo abbia valore di mercato nullo o negativo.

La Direttiva prevede precisi, specifici obblighi:

-dal 1° luglio 2002 la rottamazione di veicoli nuovi deve essere a cura delle Case automobilistiche.
-dal 1° gennaio 2007 la rottamazione dell’intero parco circolante dovrà essere a carico delle Case.
-dal 1° gennaio 2006 deve essere recuperato l’85% e riciclato l’80% del peso medio per veicolo e per anno.
-dal 1° gennaio 2015 le suddette percentuali passano al 95% del recupero e all’85% del riciclaggio.
Le disposizioni europee sono state recepite in Italia con il D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209. ed in seguito con il D.Lgs. 23 febbraio 2006, n. 149. Tale Decreto ha accolto le richieste comunitarie e ha consentito una corretta e completa attuazione della Direttiva.

In sostanza, l’attuazione in Italia delle disposizioni comunitarie si fonda sulla realizzazione da parte delle Case automobilistiche di specifiche reti di centri di raccolta, presso le quali viene garantito il rispetto degli obblighi previsti dalla Direttiva 2000/53/CE con ritiro gratuito e raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio dei materiali.

Fiat Group Automobiles in quanto distributore dei veicoli con i marchi Chrysler, Jeep e Dodge sostiene, totalmente o in misura significativa, i costi derivanti dall’attuazione di tali misure consentendo un’efficace ed efficiente attività volta alla costituzione di un sistema autosostenibile, nel quale gli operatori qualitativamente e professionalmente idonei possano lavorare in modo economicamente ed ecologicamente compatibile e contribuire ad un serio ed effettivo rilancio del settore.

In tal senso, Fiat Group Automobiles ha già avviato le procedure per adempiere agli obblighi comunitari, realizzando propri network operativi sull’intero territorio nazionale, composti da Centri di raccolta e di trattamento dei veicoli selezionati sulla base degli standard previsti dalla normativa e delle singole policy applicate dalle Case.

Scarica l'elenco dei Centri di raccolta autorizzati Chrysler Italia.

Per richiedere maggiori informazioni clicca qui